Alimentazione

Per chi fa SHINT la parola chiave è “rispetto”. L’industria alimentare è il settore maggiormente responsabile della totale mancanza di rispetto dell’ambiente, degli animali e dell’uomo.

L’ambiente

Purtroppo siamo abituati a pensare in termini individualistici anche quando effettuiamo scelte alimentari. Crediamo che il petto di pollo o la fesa di vitello appena acquistati siano prodotti per noi, solo per noi. Stessa cosa vale per il latte, il formaggio o le uova. UOVA

Tale errata percezione è dovuta alla continua esposizione di messaggi pubblicitari, veicolati attraverso i media e le confezioni di prodotti alimentari, in cui sono riportate immagini rurali e campestri che presentano uno o al massimo due animali da cui proviene un certo prodotto alimentare.LATTE

Così, nelle confezioni di uova, compare una singola gallina e non la foto di un allevamento intensivo, nella confezione del latte o dei formaggi una mucca che pascola felicemente in un campo verde e non un ammasso di animali stipati in ambienti putridi. Ma la realtà, così produttivamente distorta, è un’altra.ALLEVAMENTO

Proviamo ad effettuare un viaggio virtuale a ritroso partendo dalla fesa di manzo che abbiamo appena acquistato e che pensiamo essere un nostro bottino esclusivo, fino ad arrivare all’origine del processo produttivo.

Ciò che abbiamo comprato è arrivato al nostro punto vendita attraverso un mezzo di trasporto refrigerato partito dal mattatoio o dal grossista e destinato alla consegna in altri punti vendita al dettaglio. Per diventare la nostra fesa, il manzo è stato ucciso dagli addetti di un mattatoio che hanno dovuto sezionare l’animale e ripulire l’ambiente utilizzando una gran quantità di acqua, disinfettanti e detergenti. Se consideriamo che in Italia vengono macellati circa 5.000.000 di bovini ogni anno pensiamo anche a quanto sangue deve essere smaltito.SANGUE

La nostra fesa non è altro che una piccola parte di un animale le cui parti restanti saranno destinate ad altre città italiane o estere. Quindi è probabile che il resto dell’animale di cui abbiamo acquistato la fesa venga consumato a centinaia di chilometri da noi o impegnato nelle industrie che producono alimenti a base di carne.TRASPORTO

L’animale da cui abbiamo tratto la nostra porzione di carne non è giunto al mattatoio passeggiando tra un pascolo e l’altro ma è stato trasportato insieme ad altri animali da altre parti d’Italia o dall’estero. Il trasporto avviene prevalentemente su gomma e limitatamente su rotaia ma, in entrambe i casi, gli animali defecano e urinano con la conseguenza che i veicoli necessitano di pulizia dopo ogni trasporto. Già la nostra fesa comincia a coinvolgere un maggior numero di animali.

Prima di salire sul veicolo che lo condurrà al mattatoio, quello che circondava la nostra fesa, cioè l’animale, ha condiviso la sua breve esistenza insieme ad altri animali simili in un posto chiamato allevamento e che contiene centinaia di animali. Il loro ciclo vitale prevede che essi si nutrano e che producano deiezioni. Provate ad immaginare un bovino che fa cacca e pipì. Moltiplicate ciò che immaginate per 10, cioè 10 bovini che producono deiezioni. Moltiplicate ancora per 10, quindi 100 bovini che producono deiezioni, ancora per 10, quindi 1000, poi ancora per 10 e arriviamo a 10.000 bovini che producono cacca e pipì. Se continuiamo a moltiplicare ancora per 10, arrivando a 100.000, ancora stiamo al di sotto del numero di bovini allevati in Italia ogni anno. Infatti, la nostra fesa non è altro che un minuscolo frammento proveniente da uno dei 9.000.000 bovini allevati ogni anno solo in Italia. Immaginare 9.000.000 di bovini che ogni giorno, per 365 giorni, urinano e defecano sarebbe chiedere troppo alla nostra fantasia ma non alla realtà dei fatti. Ad aggravare la situazione del rilascio delle deiezioni è la composizione delle stesse. Magari fosse solo cacca! Feci ed urine contengono i residui dei farmaci somministrati agli animali durante tutto il periodo dell’allevamento e agenti patogeni. Per la pulizia degli allevamenti occorre acqua, disinfettanti e detergenti.PARTO

Tornando al nostro pezzo di carne acquistato, avendo la consapevolezza che esso è un pezzo di un animale denominato “vitello”, con altrettanta consapevolezza possiamo sostenere che questo animale non si è materializzato spontaneamente all’interno di un allevamento ma è stato partorito da una madre che l’uomo ha denominato “mucca” dalla quale, poco dopo, è stato sottratto. La madre mucca del nostro pezzo di vitello è rimasta a produrre latte per l’industria lattiero-casearia, in un altro allevamento ed essendo anche lei soggetta allo stesso ciclo fisiologico, mangia e produce deiezioni. Il vitello di cui abbiamo acquistato la fesa è figlio di una madre costretta a partorire tanti suoi fratelli per aumentare la produzione del latte. Ogni parto produce residui organici che si sommano alle deiezioni.

Fino ad ora abbiamo immaginato l’animale intento solo a produrre feci ed urina ma si è detto che il ciclo vitale comprende anche l’azione del nutrimento. Il nostro pezzo di carne prima di diventare tale era un vitello figlio di una mucca e fratello di altri vitelli. Tutti loro hanno mangiato e bevuto prima di produrre carne e durante la produzione del latte. Pensare che gli allevatori vadano nei campi per strappare ciuffi di erba da offrire ai loro animali rinchiusi negli allevamenti è paradossale, quindi gli animali mangiano mangime. La maggior parte dei mangimi destinati ai bovini è composta anche da avena, orzo, riso, grano e soia per aumentare l’apporto nutrizionale. Anche questi prodotti non si materializzano dentro la confezione del mangime ma sono coltivati, concimati chimicamente, irrigati, raccolti, lavorati, imbustati e trasportati. Orzo, avena, riso, grano e soia sono alimenti destinati anche al consumo umano. Per avere la nostra fesa di vitello abbiamo sottratto cibo a qualcuno che si sarebbe accontentato di una ciotola di riso per sopravvivere. Non solo, dato che come noi, anche altri avrebbero il diritto di acquistare una fesa di vitello, le coltivazioni esistenti risultano insufficienti alla produzione di mangimi per allevamenti. Trovare altre terre da coltivare significa togliere ciò che la natura aveva prodotto nei secoli e assoggettare nuove terre alla coltivazione. Questo significa che la nostra fesa di vitello ha contribuito alla deforestazione, allo squilibrio dell’ecosistema, all’inquinamento, al surriscaldamento globale, ecc.

Passando in rassegna alcuni numeri riferiti agli animali che solo negli allevamenti italiani si nutrono, producono deiezioni e residui organici ogni anno, risulta:

– 9 milioni di bovini,

– 9 milioni di suini,

– 13 milioni tra ovini e caprini,

– 500 milioni di polli “da carne” (che in realtà non sono polli ma “broiler” cioè una razza modificata geneticamente),

– 50 milioni di galline ovaiole,

– 100 milioni di conigli e centinaia di milioni di altro pollame.

Si potrebbe pensare che per fare la cosa giusta e tutelare il nostro ambiente potremmo optare per un nutrimento a base di pesce. Purtroppo, da un punto di vista ambientale il settore dalla pesca procura tanti danni quanti gli allevamenti a terra, se non di più.

Nel link che riportiamo si può leggere a margine del testo la copiosa bibliografia da cui è tratto tutto il relativo documento, fonti autorevoli che, per motivi economici, vengono ignorate a danno di tutta l’umanità.

http://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_ambientale_dell’industria_dei_cibi_animali

Continuando a mangiare carne, pesce e i prodotti derivati dagli animali contribuiamo a rendere meno vivibile il nostro pianeta. Ci preoccupiamo di dare ai nostri figli una cameretta confortevole in una casa accogliente e priva di pericoli, di iscriverlo in una scuola sicura, in una palestra sicura ma, allo stesso tempo stiamo consumando il mondo in cui dovrà vivere.

Noi di SHINT pensiamo che la natura meriti maggior rispetto e i nostri figli più amore.

Sostenere che ognuno è libero di mangiare ciò che vuole significa attribuire al concetto di “libertà” un significato distorto considerando che gli effetti di tale “libertà” ricadono negativamente su tutti.

Gli animali

Mentre la questione dell’impatto ambientale è un fatto oggettivamente rilevante per la sopravvivenza fisica dell’uomo su questa terra, l’argomento relativo al rispetto degli animali è un fatto rilevante per la convivenza psicologica dell’uomo con se stesso.

Solo la propria morale può stabilire i livelli di tolleranza in merito alla violenza e alla crudeltà inflitta ad un essere vivente. La morale non è altro che la somma di principi e valori etici che gli individui assimilano attraverso la cultura sociale e familiare di appartenenza. Ogni cultura ha la pretesa di definirsi superiore alle altre in base al livello di sviluppo raggiunto in una determinata epoca. L’evoluzione di una società si misura dal livello di morale che essa ha raggiunto. Ma cosa accade quando il livello di sviluppo è raggiunto attraverso il rovesciamento dei principi e dei valori etici che essa stessa professa come superiori? Cosa è disposta a tollerare la nostra morale pur di mantenere la superiorità della nostra cultura?SGOZZAMENTO

L’industria zootecnica conosce bene i nostri livelli di tolleranza tant’è che il ciclo della produzione della carne, dagli allevamenti alla macellazione, viene mantenuto quanto più nascosto possibile. Il motivo è semplice: nessuno con un minimo di etica e di morale evoluta acconsentirebbe al trattamento che ricevono gli animali.

Sostenere che da sempre l’uomo ha ucciso gli animali per nutrirsene significa affermare, appunto, che la nostra cultura non si è evoluta. Inoltre chi mangiava gli animali li uccideva personalmente e non per procura come avviene oggi.FRED

Ora occorre stabilire che tipo di persone decidiamo di essere e con quale bagaglio valoriale ci vogliamo distinguere. E’ una questione di scelta e chi sceglie di continuare ad assecondare l’industria zootecnica e finanziare il massacro di animali solo per il palato, spenga il computer perchè questo è il prodotto di una tecnologia troppo evoluta per chi ha una morale ancora troppo primordiale. Sarebbe una contraddizione con l’epoca in cui si vive!

http://www.tecnologia-ambiente.it/mattatoio-storie-di-ordinaria-brutalita

 L’uomo

La mancanza di rispetto che l’industria alimentare, soprattutto quella zootecnica, ha dell’uomo è dimostrabile attraverso due percorsi: l’inganno attraverso la diffusione di false informazioni e l’aggressione consapevole alla salute pubblica.

L’alimentazione umana, ciò che consumiamo per nutrici, è strettamente legato alla cultura di appartenenza e al grado di benessere economico.PUBBLICITA'

In occidente l’alimentazione umana è prevalentemente onnivora ed il consumo di proteine animali è aumentato negli ultimi 50 anni sulla credenza del rapporto esistente tra queste e un maggior apporto di nutrimento. Non è un caso che nei Paesi extra europei, in cui è in aumento il reddito pro-capite, si riscontra un aumento del consumo di proteine animali sotto forma di carne e derivati.SUPERMERCATO

Il mantenimento dei sistemi economici nell’attuale epoca del consumismo basa le sue logiche su due criteri fondamentali: creare falsi bisogni e offrire l’illusione della libera scelta.

Per quanto riguarda la nutrizione, cioè l’attività fondamentale di ogni organismo vivente, i sistemi economici attuali hanno creato un mercato di prodotti alimentari che spesso soddisfano solo un bisogno psicologico ma che non hanno nulla a che vedere con la primaria forma di sostentamento di un organismo umano.

Per mantenere attivo tale sistema si utilizzano subdole forme di propaganda che alimentano il bisogno psicologico fino a far passare il messaggio, ad esempio, che un latticino possa ridurre la colesterolemia o attivare i movimenti peristaltici dell’intestino! Il consumatore esposto a questo tipo di messaggio non riesce a cogliere il paradosso in quanto la ricerca della soluzione del problema principale (ipercolesterolemia o stipsi) risulta preponderante. Il consumatore non riesce a comprendere che i problemi della sua salute (ipercolesterolemia e stipsi) sono derivati da un’alimentazione sbagliata indotta da altri messaggi paradossali.OBESITA'

C’è da sottolineare che gli effetti dannosi dei regimi dietetici dell’occidente sono diventati un problema sociale con costi sociali non indifferenti; da ciò che dovrebbe essere un’attività naturale, l’alimentazione è diventata oggetto di studio e di business.CANCRO

Basterebbe riflettere sugli assunti scientifici o pseudo-scientifici che inneggiano alla bontà della nostra epoca. Uno tra tanti è sostenere che la vita media è aumentata e di contro rilevare che sono aumentate malattie come il cancro, malattie cardio-vascolari e il diabete. E’ vero che la vita media è aumentata ma il dato, non essendo su basi proiettive, riguarda le persone che ad oggi hanno raggiunto età ragguardevoli quindi nate non oltre gli anni ’30 dello scorso secolo. Ma cosa accadrà a quelli nati negli anni successivi visto che le statistiche ci segnalano aumenti di morti per malattie definite “moderne”? Ma chiunque, sentendo che la vita media è aumentata, pensa che questo privilegio spetti anche a lui che magari ha solo 40 anni ed è figlio della società dei consumi! Quindi il messaggio autentico dovrebbe essere: la vita media è aumentata per quei fortunati che non contrarranno malattie moderne.

Tutti gli animali da allevamento sono trattati con farmaci. Tutti i prodotti derivati dagli animali da allevamento contengono residui dei farmaci somministrati agli animali. Tutte le persone che si nutrono di questi prodotti ingeriscono sostanze farmaceutiche che vengono assimilate dall’organismo. Tutte le persone che si nutrono di questi prodotti alterano il loro equilibrio bio-chimico a seguito dell’assunzione involontaria delle sostanze chimiche. Una madre che nutre il proprio figlio con questi prodotti è inconsapevole del fatto che lo sta avvelenando ed ha il diritto di sapere che lo sta predisponendo allo sviluppo di qualche patologia a vantaggio delle case farmaceutiche. Madri inconsapevoli fino ad ora!

Noi di SHINT riteniamo che i consumatori abbiano diritto ad una giusta informazione, che non debbano essere presi in giro e che meritino maggior rispetto. Purtroppo anche noi siamo considerati e trattati come animali da nutrire rinchiusi in un gigantesco allevamento.FAO4FAO3FAO2FAO 1FAO5FAO6

Le tabelle sono tratte da: “Livestock’s Long Shadow. Environmental issues and options”; Lead, FAO, 2006.

 

 

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